Il Museo Civico Archeologico Lavinium: il mito di Enea e le origini di Roma

La visita guidata al Museo Archeologico Lavinium di Pomezia racconta la storia affascinante e ancora per certi versi poco nota del mito di Enea e delle origini di Roma. Fu infatti Ottaviano Augusto che, attraverso l’immortale opera virgiliana dell’Eneide, volle “ricucire” la tradizione orientale con quella occidentale, immaginando che, dopo l’incendio di Troia, Enea avesse peregrinato nel Mediterraneo fino ad approdare sulle coste del Lazio, dove poi suo figlio Iulo Ascanio, capostipite dell’omonima gens di cui Ottaviano faceva parte, diede origine alla stirpe dei re di Alba Longa. Tra questi vi era Romolo, colui che, tra vicissitudini, difficoltà e sogni, fondò Roma e la cui storia è mirabilmente rappresentata anche dai rilievi dell’Ara Pacis Augustae.
Il sito archeologico dell’attuale Pratica di Mare ha restituito, a partire dalla seconda metà del Novecento, una notevole quantità di reperti relativi alla costruzione del mito delle origini, che fanno dell’odierno borgo quasi una “piccola Troia“, con un’arce, la presenza del fiume Numico come il troiano Simoenta e la vicinanza del mare.
Nelle cinque sezioni del Museo si possono ripercorrere queste antiche storie, dall’area degli altari, che rappresentava un antico santuario federale dei popoli latini, all’Heroon di Enea, che ricordava la tomba del fondatore.
Ci accoglie la superba statua della Minerva Tritonia, dea protettrice del mondo femminile, il cui santuario era frequentato dalle fanciulle in procinto di sposarsi: molto rare sono le statue delle fanciulle a grandezza naturale, modellate in ogni dettaglio di abiti e gioielli, insieme alle offerte e agli ex voto tipici di questi luoghi sacri. Nelle sale successive il mondo femminile, legato alla tessitura e alla cosmesi, si intreccia a quello maschile, legato alla guerra e alla marineria, componendo il quadro di una società sfaccettata che qui si mostra in tutta la sua complessità.
La visita guidata al Museo Archeologico Lavinium si conclude con la storia di Enea, profugo e naufrago, che trova finalmente sulle sponde laziali l’accoglienza “provvidenziale” e germinativa per la nascita della futura città di Roma, in un racconto che intreccia storia, mito e grandi emozioni.