Mostra "L'eredità di Caravaggio" a Roma






La visita guidata alla mostra “L’eredità” di Caravaggio” a Roma esplora, attraverso una ricca rassegna di opere, la grande influenza che l’arte del Merisi esercitò sui suoi contemporanei e sugli artisti che gli succedettero nel tempo.
Ospitata negli spazi espositivi del Museo della Fanteria, la mostra sull’eredità di Caravaggio presenta al pubblico l’eccezionale Incredulità di San Tommaso che Michelangelo Merisi detto il Caravaggio realizzò tra il 1600 e il 1601: l’opera, conservata alla Bildergalerie di Potsdam, in Germania, vale da sola la visita. Considerata uno dei grandi capolavori di Caravaggio, la tela è esemplificativa dell’abilità di Caravaggio di costruire le forme e le volumetrie attraverso la luce: atmosfere soffuse, contrasti accesi, sapienti chiaroscuri si uniscono alla capacità di conferire ai volti un’umanità assolutamente nuova, in cui le emozioni si disegnano nitidamente nei tratti somatici dei personaggi, donando all’insieme una forte drammaticità e un grandissimo realismo.
Attorno all’opera di Caravaggio, ruota una preziosa selezione di opere create da artisti del calibro di Orazio Gentileschi, Bartolomeo Manfredi, Giuseppe Vermiglio, Gerrit van Honthorst, Massimo Stanzione, Cecco Bravo, Battistello Caracciolo, Carlo Saraceni, Simon Vouet e Jusepe de Ribera: questi artisti seppero coniugare i caratteri distintivi dell’arte del Merisi con una personale visione della luce, dando vita a quel movimento dei caravaggeschi che nel Seicento ebbe una grandissima fortuna a Roma, a Napoli, nei Paesi Bassi, in Francia e in Spagna, divulgando il linguaggio che Caravaggio aveva inaugurato in alcuni dei suoi immensi capolavori romani, come quelli conservati a Palazzo Barberini, in San Luigi dei Francesi, alla Galleria Borghese, ai Musei Capitolini, in Santa Maria del Popolo o in Sant’Agostino.
La visita guidata alla mostra “L’eredità di Caravaggio” a Roma sarà un’occasione per ammirare da vicino il capolavoro tedesco del Merisi e farà luce sulle tante, originali, declinazioni che il suo linguaggio ha saputo ispirare ad alcuni dei più grandi artisti europei del XVII secolo.